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Archive for the ‘Modelli classici’ Category

L’amico Ivano ci ha inviato le foto del suo Quadruplet. Di questo modello avevamo solo una foto non molto chiara.

Grazie ad Ivano.

a questo link le foto.

https://plus.google.com/photos/102287622555096239569/albums/6049345641431913361?authkey=CI3p9-T-9bnKaw

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2013-06-21 10.09.39c’è sempre stato un dubbio sul come classificare le grazielle con ruota maggiore del 20″. Alcuni le chiamano A550, il catalo 22″ altri 24″. il quesito che vi sottopongo oggi è questo. secondo voi esiste una graziella con ruote da 24x 1.75 ?

io l’ho trovata ma ho il dubbio che si tratti di una A550, o 22″, ove siano stati sostituiti i cerchi per ospitare dei 24″.

eppure i dubbi sono numerosi.

  • perché sostituire i cerchi originali considerato che gli A550 sono ancora oggi in produzione ?
  • il modello che ho trovato ha il telaio che sembra quello di una A550 ma monta accessori più tipici della 20″ (freni, carter, chiavette e leve freni).
  • il numero di telaio troppo basso (054370).
  • una sostanziale differenza tra i due telai è che la curva compresa tra la sella , i pedali ed il manubrio è nella presunta 24″  meno pronunciata. in sostana la distanza tra i tubi che reggono la sella ed il manubrio è maggiore di 5 cm nella A550,  poi nella 24 è diverso il sostegno alla dinamo è il movimento centrale ha una protezione.
  • da ultimo i cerchi montati sulla 24″ sono fabbricati dalla Radaelli, mentre quelli della A550 dalla Dolomiti, e misurano circa 2cm in più di raggio.
  • stranamente l’ultimo proprietario l’ha ridipinta con un brutto beige ricoprendo gli adesivi.

allora secondo voi si tratta di un modello originale con copertoni 24X1/75 o di una A550 ?

potendo sperare, mi piacerebbe se questo modello fosse un prototipo della A550.

clicca su questa foto per vedere le foto dei due modelli messi a confronto

2013-06-21 10.33.52

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La mia “maglia rosa” è una Export 78,riferendomi al catalogo di quell’anno, con variante del fanale anteriore, schiacciato rispetto a quello rappresentato in quest’ultimo, e purtroppo ben più diffuso. E’ un esemplare conservato, scampato alla piattaforma ecologica, grazie all’intervento di un mio collega che ben conosceva la mia passione. Per fortuna la divulgazione non sempre contribuisce solo ad aumentare i prezzi, ma consente anche salvataggi di una discreta rilevanza. Di Grazielle Rosa, infatti, ne ho viste sole due in 30 anni. E io di anni ne ho ben 58 !! Grazie e buona serata. Brunetto

Export rosa 20″ di Brunetto

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Prendendo spunto dal magnifico studio di Willy sulle origini della Graziella e sul tentativo della Carnielli di replicare il successo avuto nel 1963-64 con la rivista Grazia, puntando nel 1966 sull’altrettanto diffuso settimanale “Annabella”, con ahimè noto flop commerciale, ho iniziato la ricerca di un esemplare di Annabella Carnielli, in condizioni discrete.  Mi sono subito reso conto delle oggettive difficoltà di reperimento: l’insuccesso di allora ha reso questa bici oggi veramente rara. Solo relitti di “Annabella Lui e Lei”, versione economica e di secondo periodo, mescolate ad ibridi di pseudo grazielle con nomi inglesizzati. Niente di veramente appetibile e all’altezza del marchio. Quando stavo per desistere, ecco comparire su Subito.it un magnifico esemplare conservato di Anabella “verde mela” prima serie (unica alternativa era l’arancione). Mancavano pedali e fanale posteriore, che ho integrato con copie compatibili, ancorchè non originali e, dopo una energica ripulita, alcuni ritocchi ed una bella lucidata, sono riuscito ad ottenere un risulato accettabile, che documenta un altro pezzo di storia e lo propone agli enthusiast di ieri,oggi e domani. Grazie a Willy per lo spunto e a te Antonio, che consenti la materializzazione di un sogno. Un caro saluto.

Brunetto.

annabella di brunetto

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L’amico brunetto ha scovato in rete un catalogo molto interessante, soprattutto per attribuire il giusto nome ai vari modelli che abbiamo documentato nel sito. Purtroppo non è datato, ma brunetto giustamente ci fa notare che nelle pagine conclusive compare la presentazione della squadra SCIC 1978,  dunque pensa si possa  ritenere, con accettabile margine d’errore, che sia riferibile al 1977 per le vendite 1978.

Molti modelli inoltre sono accomunati dall’indice 78, a corredo delle singole denominazioni, come di solito avviene per la pubblicazione dei prodotti per l’anno a seguire.

Sono graditi i vostri commenti.

catalogo delle produzioni carnielli/bottecchia

saluti

antonio – http://www.miticagraziella.it

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Dopo le grandi energie spese per ripulire il relitto dai tre starti di vernice c
he lo ricoprivano e dalla ruggine ultraquarantennale, mi è sembrato giusto far v
edere il risultato ottenuto. Non è perfetta e non ho ricromato le parti lucide.
Ma la Graziella mi sembra ritornata ad uno stato sufficiente ad attirare l’atten
zione dei miei coetanei.

restauro di brunetto 05 aprile 2012

Un caro saluto.
Brunetto

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finalmente abbiamo la certezza che la Graziella continuerà la sua mitica storia. La Bottecchia ha presentato la sua nuova Graziella, rinnovata nelle linee e nei materiali.

http://www.lagraziella.com/

http://www.facebook.com/GraziellaOriginale

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L’amico Massimiliano ci ha inviato le foto della sua bellissima Graziella 20″ Rosa. Ha grattato un po’ di vernice per vedere se fosse stata ridipinta, ma così non è dunque trattasi di colore originale.

ecco alcune riflessioni degli amici Willy e Beppe sulla produzione rosa della Graziella.

Graziella 20″ rosa

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ci sono arrivate le foto di questa splendida graziella prima serie con matricola 001677, recentemente venduta ad un acquirente non noto. speriamo si faccia vivo perché questa bicicletta andrebbe fotografata millimetro per millimetro.

Domenico ci descrive le sue caratteristiche:

matricola nr.: 001677
freno anteriore UNIVERSAL
fanale anteriore APRILIA
campanello ORIGINAL FALCO
dinamo APRILIA
copertoni CONTINENTAL 16-1,75-2
sella DOLOMITI T C
cavalletto ESGE
mozzo sella CAMPAGNOLO

prima serie – matricola 001677

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A cura dell’amico Brunetto.

restauro di brunetto 05 aprile 2012

Le immagini descrivono una “svestizione” del telaio visivamente appagante e nella quale si possono notare dei dettagli “nudi” solitamente non focalizzati Alcune saldature in rame (come quelle per l’attacco della dinamo, per il collo del canotto – sella , per il telaio del cavalletto) esercitano un certo fascino: sembrano dorate e denotano una ricerca non tipica per una produzione industriale. Se migliorate ed integrate, queste immagini potrebbero aiutare gli appassionati che si apprestano a restaurare i loro pezzi. Sono ovviamente a disposizione per eventuali consigli/chiarimenti. Un abbraccio. Brunetto

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